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ilbinocolo
avvicina e allontana ( immagini da rielaborare)


Diario


21 dicembre 2006


16 Giugno 2006

aula insegnanti Modifica questo articolo
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6 ottobre 2006


<style type="text/css">
table table table table table {direction:rtl;}
table table table table table td {direction:ltr;}
</style><a href="http://www.twistedcodes.com"




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9 settembre 2006

Contro la tassa sulla ricarica dei cellulari

Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male
Passare per imbecille e ha presentato una mozione  alla Commissione
Europea in Bruxelles, per  l'abolizione dei costi di ricarica per i
Cellulari che esiste """solo""" in Italia. 

Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato l'Authority,
Altra innovazione che ci rende (inconsapevolmente) poveri.
Bastano 500.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica.
Del resto ci si chiede perché nel'Italia dei furbetti si possano  vendere prodotti e servizi
più cari che negli altri Paesi Europei.
Firmate la petizione! http://www.petitiononline.com/costidir/

PS: 1° - per favore, fatela girare(non inoltrate semplicemente o vengono tutti quegli odiosi segnetti:
Copiate il testo e incollatelo in un NUOVO MESSAGGIO!!! Grazie...)
      2°- quando aprirete il sito della petizione, troverete un testo parte in italiano e parte in inglese:
            Quest'ultimo è di facile comprensione.
            Dovete inserire nome cognome ed indirizzo e.mail 
            L'indirizzo civico non è obbligatorio.
            Il commento non è obbligatorio




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11 agosto 2006




Dal primo post di Cassai

17 Aprile 2005
uno spartito di cabezon per voi Modifica questo articolo

 
commento lasciato da c...assai    il 5 Marzo 2006 alle 15:35
http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm
commento lasciato da cassai   L'identità di questo utente è certificata  il 11 Novembre 2006 alle 17:21
Inizialmente il sotto titolo del blog era "per gli altri"...ecco perchè ho aperto il sito offrendo musica d'epoca, ma da ieri 10 novembre ho cambiato la dicitura del sottotitolo, per dare una caratteristica più marcata a questo blog... Cassai
link

17 Aprile 2005
ancora musica per voi ...ma vi sembra un adagio? Modifica questo articolo
 
commento di Prima   il 17/04/2005 23.01.38, 82.55.125.xxx elimina sospendi
sono interessata alla follia....(di Corelli o altri, ovviamente...ì
commento di Ada Gino   il 17/04/2005 23.05.53, 82.55.125.xxx elimina sospendi
chi va piano va sano e va..ecc...ma lo puoi suonare alla velocitàche vuoi. Chi ti corre dietro, anzi, chi ti correvia?




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31 luglio 2006



Cronache Irpine   Racconti


I fazzolettini ricamati, intrisi di essenza di violetta e lacrime di gioia, sventolano verso il palcoscenico nelle mani aristocratiche delle dame milanesi. Prima un lungo applauso e poi il grido di Viva Verdi si leva dai velluti dei palchi, dalle poltrone, dal sudore povero del loggione. E' appena terminato il cor ' O mia patria si bella e perduta'. Le bianche uniforme degli ufficiali austriaci a un cenno imperioso si dirigono verso le uscite del Teatro alla Scala, perché Viva Verdi significa Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia. Il Maestro Giuseppe Verdi sul podio rappresenta la sperata unità d'Italia, la cacciata degli austriaci, ed è per questo che i fazzolettini ricamati sventolano verso il podio. Per la verità, dietro un ventaglio due occhioni neri guardano in direzione di un biondo tenentino austriaco che appena si volta, e la mano della dama, presa dall'emozione, pare sventolare dalla, parte sbagliata.


Il Maestro Giuseppe Verdi si volge al pubblico adorante, si inchina, sembra godersi il successo. Ma i pensieri di un genio sono imprevedibili.


-Il Maestro suona dove il baiocco tintinna. - La memoria va a quel 1848, quando la  Corte di  Ferdinando di Borbone dalla Due Sicilie gli fa giungere discretamente invito a comporre l'inno al re. - Un gran re Ferdinando, gran signore, altro che questo zotico di Vittorio piemontese, che di musica capisce solo la tromba della Sveglia e della Zuppa. Consoliamoci che almeno questa Unità d'Italia ci toglie di mezzo lo stato pontificio con preti e monache. - Questo pensa il Cigno di Busseto sorridente al pubblico.
Inno al re Ferdinando di Giuseppe Verdi click




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28 luglio 2006


    

16 Giugno 2006

PRESIDE Modifica questo articolo
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commento lasciato da pierlucadifazio   L'identità di questo utente è certificata  il 16 Giugno 2006 alle 23:29
oddio..
mi ricorda il mio preside delle medie..
bleah
buonanotte
link

(cancellato da virgo)




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28 luglio 2006


           




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28 luglio 2006





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15 luglio 2006





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6 luglio 2006






Terza pagina  raccolta di giornali  


LA rivista di Karla Ass  



  


 





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6 luglio 2006




Sciare a Dubai
cassai
per gli altri


Diario


8 Gennaio 2006

Sciare a Dubai Modifica questo articolo
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commento lasciato da anonimo    il 21 Gennaio 2006 alle 19:42
<STYLE type=text/css>BODY {
BACKGROUND-IMAGE: url(http://www.cipiace.com/glitterskies/GRAFICA/1/139.gif)
}
</STYLE>
<B style="FONT-SIZE: 10px; LEFT: 720px; FONT-FAMILY: verdana; POSITION: absolute; TOP: 19px">background from <A href="http://elektra99.altervista.org/index.html">GLITTERSKIES/</A></B>
commento lasciato da anonimo    il 21 Gennaio 2006 alle 19:43
Scegliere codice in glitters...e pigiare control-a poicopiare con control-c e mettere lo sfondo, su arancio arancio...cioè sullo sfondo base, non sugli altri, tipo bilancia ecc...




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6 luglio 2006





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28 giugno 2006





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27 giugno 2006


Antonello da Messina in mostra alle Scuderie

Riunite per la prima volta quasi tutte le opere di uno dei più grandi maestri del Quattrocento italiano, dal celebre "San Gerolamo nello studio" di Londra al "San Sebastiano" di Dresda

Antonello da Messina, San Girolamo nello studioAntonello da Messina, San Girolamo nello studio Antonello da Messina, San SebastianoAntonello da Messina, San Sebastiano

Deborah Marchioro

VIDEOMOSTRA: CLIP1 - CLIP2

Roma, 17 marzo 2006
- Sono in tutto 45 le opere riconosciute dalla critica come autografe di Antonello da Messina (1430 circa - 1479), uno dei più grandi maestri del Rinascimento, e poco meno di una quarantina sono i dipinti esposti alle Scuderie del Quirinale in una mostra che è giusto definire "storica", dato il numero di lavori presentati e la difficoltà di riunire tutto il corpus antonelliano. Se nel 1953 una mostra raccolse a Messina meno della metà della produzione del maestro, l'esposizione romana si presenta come la prima grande monografica dedicata al pittore siciliano.
Curata da Mauro Lucco, con il coordinamento scientifico di Giovanni C.F. Villa, presenta capolavori come il San Girolamo nello studio e la Madonna col Bambino della National Gallery di Londra, il San Sebastiano di Dresda, la Crocifissione di Anversa, il Cristo alla Colonna del Louvre, la Vergine annunciata di Palermo, in un percorso che si sofferma sulle tematiche affrontate dall'artista, come le serie delle Annunciate, degli Ecce homo, delle Crocifissioni, fino ai celebri ritratti.
La produzione del pittore viene riletta anche alla luce di recenti studi e indagini scientifiche: la tecnologia all'infrarosso, per esempio, ha rivelato nella Madonna Forti di Venezia un sottostante disegno di inconfondibile stile catalano-valenziano che ha obbligato a rivedere gli inizi e la formazione di Antonello, di cui si conservano scarse testimonianze.
Un dato certo è il suo alunnato, a Napoli, presso il pittore Colantonio, a contatto con una cultura aperta ad esperienze fiamminghe, provenzali e spagnole, ma le sue prime opere, come la Madonna Salting di Londra, mostrano un forte interesse per quella ricerca spaziale condotta nell'Italia centrale da maestri come Piero della Francesca e Beato Angelico. Due artisti, questi ultimi, che Antonello potrebbe aver conosciuto nel corso di un viaggio a Roma, nel periodo (dopo il 1460) a cui risalgono il ritratto del Museo di Cefalù, Il San Girolamo penitente e Abramo visitato dagli angeli di Reggio Calabria.
Negli anni Settanta Antonello si spinse fino a Venezia: nella città lagunare l'incontro con Giovanni Bellini fu fondamentale, sia per il veneziano sia per il messinese, come mostrano opere celebri tra cui il San Gerolamo nello studio di Londra, la Pala di San Cassiano, di cui si conservano frammenti a Vienna, il San Sebastiano di Dresda e la Crocifissione di Anversa. Qui la luminosità del colore di Antonello si arricchisce di una morbidezza cromatica derivata da Giovanni Bellini, in una sintesi di spazio, luce e colore che diventerà la cifra caratteristica dell'artista.
Esempio sommo di quest'arte è l'Annunciata di Palermo, forse l'opera più celebre di un maestro che seppe unire il naturalismo dei fiamminghi alla definizione plastica della forma e alla costruzione dello spazio tipica dei maestri italiani, segnando una tappa fondamentale nella storia dell'arte italiana anche per l'influenza che ebbe su artisti come Carpaccio, Cima da Conegliano e Alvise Vivarini.
E proprio il rapporto con altri pittori del tempo vengono analizzati nella mostra, che pone a confronto la produzione di Antonello con le opere di artisti a lui legati: non solo il maestro Colantonio e il figlio Jacobello di Antonello, ma maestri come Giovanni Bellini, Alvise Vivarini, Giovan Battista Cima da Conegliano, Giovanni Buonconsiglio, Bartolomeo Montagna, Francesco Laurana, Jacometto Veneziano, Antonello da Saliba, Jan van Eyck, Petrus Christus, Jaime Jacomart Baço, Juan Reixac, fino a raggiungere il numero di 60 opere in mostra.
L'esposizione è realizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Zetema Progetto Cultura.
Catalogo Silvana Editoriale




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27 giugno 2006





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27 giugno 2006





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21 giugno 2006





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21 giugno 2006





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21 giugno 2006





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21 giugno 2006





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